MEDIA

Alcune considerazioni sui co-investimenti

Un trend che va consolidandosi, soprattutto nei mercati esteri, è un progressivo coinvolgimento di investitori più piccoli nei co-investimenti offerti da alcuni fondi di private equity. Tradizionalmente i co-investimenti sono stati riservati ad investitori di grandi dimensioni che hanno l’esperienza, la capacità di analisi nonché le risorse umane dedicate per poter valutare le proposte di co-investimento presentate. Oggi una gran parte degli investitori presenti nei fondi di private equity è rappresentata da imprenditori (o ex-imprenditori) che desiderano mantenere un contatto diretto con le società in cui investono il loro patrimonio: come conseguenza, il numero di co-investitori diretti o tramite “club-deal” è aumentata e, di conseguenza, è anche aumentato il numero di fondi che offrono la possibilità di co-investire. Secondo alcune statistiche di Preqin, il numero di investitori medio-piccoli, ovvero family office e privati (HNWI – High Net Worth Individuals) che investono in private equity è passato da 6% a 14% negli ultimi 5 anni (ovvero da gennaio 2009 a gennaio 2014), mentre già nel 2012 circa due terzi degli investitori dichiaravano di voler incrementare le loro allocazioni ai co-investimenti per incrementare i ritorni rispetto ai fondi tradizionali. Tipicamente i co-investimenti permettono sottoscrizioni anche di piccole dimensioni divise tra più investitori, da un minimo di 2 ad un massimo di 30 investitori, offrendo anche la possibilità di ampliare la propria allocazione geografica: è infatti più facile investire in minoranza in un co-investimento in regioni in cui l’investitore possiede minori allocazioni. Alcuni gestori sostengono però che, nonostante molti investitori dichiarino di volere opportunità di co-investimento, pochi sono effettivamente in grado di valutarne in modo approfondito i rischi/rendimenti e che, in realtà si debba valutare anche con attenzione non solo l’opportunità in sé, ma anche chi la offre, ovvero si debbano coltivare le relazioni gestori-investitori che danno poi luogo al formarsi di tali opportunità.