MEDIA

I Fondi Sovrani incrementano l’allocazione agli investimenti alternativi

Un sondaggio pubblicato in ottobre su 37 fondi sovrani (Invesco Global Sovereign Asset Management Study 2013) riporta che il 61% ha incrementato la propria allocazione al private equity. Questo incremento è giustificato dalla recente scarsa attrattività delle asset class tradizionali. Gli intervistati hanno sottolineato l’alta volatilità dei mercati azionari e, più in generale, l’insoddisfazione generata dal profilo rischio/rendimento di questa classe di investimento. Inoltre, la generale situazione di bassi tassi d’interesse ha reso meno interessanti i mercati del reddito fisso, spingendo gli investitori a considerare classi d’investimento alternative. Anche ragioni strutturali e di lungo termine spiegano questa variazione delle strategie di investimento. L’indagine mostra che, sebbene il 71% degli intervistati abbia utilizzato benchmark tradizionali per l’allocazione di portafoglio, molti fondi hanno incrementato l’utilizzo di modelli basati sull’approccio alfa/beta, su inflazione più obiettivo di rendimento e sul premio al rischio, ad oggi utilizzati dal 21% del campione. Grazie al diffondersi di questo approccio innovativo, sta aumentando l’esposizione dei fondi sovrani a investimenti alternativi, che permettono di avvantaggiarsi di alcune componenti di premio al rischio quali la liquidità attraverso impieghi nel settore immobiliare e l’inflazione con le commodities.